2003-41 Storia di uno schiavo

Dopo tanti sforzi
sono entrato in televisione:
finalmente
ho ottenuto quel che volevo!

Ora sono famoso:
sono una star!
Ed è la cosa peggiore
che potesse capitarmi.

Non so fare nulla,
ma sono bello.
Essere famoso sarà una pacchia,
penseranno a tutto loro.
Sarò al posto giusto
con le persone giuste.
Scandali e scoop
allontaneranno la mia paura dell’oblio.
Palestra e sorrisi ogni giorno.
Soldi e belle donne:
una vita da re!

La pensavo così.
E’ una vita dura e difficile
il mestiere della star,
ma è la vita che mi si addice.

Una vita che ora non voglio.
Non voglio più la notorietà!
Voglio tornare indietro,
vi prego!
Non sono che uno schiavo,
uno come tanti,
uno nel mucchio
destinato a passare.
Sono famoso
ma non sono nulla:
interpreto un personaggio.
Sono schiavo degli sponsor,
un fenomeno da baraccone
sballottato
da uno spettacolo all’altro.
Voglio uscire da tutto questo,
riconquistare la libertà!

Il pubblico vuole.
Il pubblico desidera.
Il pubblico comanda!
Pubblico cannibale
affamato di star.
Non ho più spazio,
non ho più tempo
per essere me stesso.
Allo specchio
nemmeno mi riconosco.
Non importa a nessuno
chi sono veramente?
Cosa penso
E quel che sento?

E’ tutto falso:
il mondo,
la gente,
io stesso.
Importa solo il mio sorriso,
la mia bella presenza.
Importa il falso bisogno
che genero nella gente.
Lo sponsor ha comperato tutto di me.
Prigionia del contratto
Sono già stanco
di non essere umano.

Esito
di fronte allo specchio:
con una lama acuminata
lentamente mi sfregio.
Forse ora
privato della mia bellezza
Forse
un po’ mi ascolteranno,
mi crederanno
quando dirò di essere umano.

 

[N. 41 – 2003]

Data di creazione : 27 marzo 2003

Testo pubblicato sulle pagine dei seguenti portali web :

  • www.ewriters.it
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