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"Scade il 30 novembre il bando di partecipazione a Unduetrestella, la rivista-laboratorio, pubblicata da Lupo Editore, che periodicamente esplora e reinterpreta un topos letterario delle fiabe d'ogni tempo.
Nel prossimo numero:
*per illustratori e scrittori
Ary si svegliò nel cuore della notte, aprì gli occhi e rimase immobile nell'oscurità. Aveva paura e tratteneva il respiro come se così facendo potesse farli andar via. Si ripeteva che era al sicuro, che nulla sarebbe entrato ma non riusciva a cacciarlo via quel terrore che provava.
L'assoluta
perfezione della vita
si manifesta
nella personale
imperfezione
di ciascuno.
L'imperfezione
come slancio al cambiamento.
Ciò che è perfetto
tra gli umani
è fermo
cristallizzato nel tempo.
Una spaventosa visione prende forma.
Un demone è fermo nella nebbia.
Le zampe taurine, la figura terribile e possente. Il corpo di colore nero, forte, liscio ma ricoperto di piccolissime squame.
Epilogo
Sul campo di battaglia, attendo gli ordini di Morazor, mio unico signore e padrone.
A lui debbo la vita.
Non sono più un uomo, oramai.
Sono uno schiavo a cui non è stato concesso il riposo eterno, per sempre riportato in vita dalle sua arti arcane, la mia anima eternamente dannata e votata a lui.
Il presente
L’oscurità mi avvolge, mi penetra le carni: la sento dentro di me agitarsi e pervadere ogni fibra della mia essenza.
Provo un bruciante dolore al petto mentre lentamente riprendo conoscenza.
Giaccio su di un letto di legno in una stanza umida, fiocamente illuminata da alcune candele appese alle pareti.
Quarto interludio
Due occhi luminosi dalle profonde oscurità delle tenebre mi scrutano glaciali e curiosi.
In essi, scorgo tracce di un potere incontrastabile e terribile.
Mi divincolo mentre una spada di fuoco nero mi penetra la carne lacerandomi il petto.
Urlo a squarcia gola, gli occhi bianchi e volti all’indietro per il lancinante dolore che provo.
La mia mente viene annientata, il corpo è in preda ai tremiti.
Terzo interludio
Sulle pareti della stanza fanno atroce mostra di sé numerosi strumenti di tortura. Tavole in legno, sia in posizione orizzontale che verticale, ospitano corpi umani incatenati. Alcuni ancora composti altri dilaniati in orrende composizioni di dolore
Sui tavoli disseminati qua e là ampolle contenenti liquidi dai colori più disparati, misteriosi esperimenti di alchimia e magia nera.
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