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Secondo interludio
I comandanti e i sergenti definiscono le tattiche della battaglia, incitano i soldati e studiano il campo.
Sarà dura: è più che evidente.
Il nemico schiera anche orchi e pericolosi non morti, animati dalle oscure arti dei negromanti.
Primo interludio
L’esercito è schierato e fronteggia il nemico.
I soldati attendono solo il segnale dei propri generali per poi scagliarsi contro i nemici: si scontreranno per la conquista del territorio e per la propria libertà, per la vita e per la morte, per il presente e per il proprio futuro.Non sono persone: solo carne, sangue e metallo.
Il buio.
Lo stesso e rassicurante buio che accompagna il viaggio dei dormienti fino al regno dei sogni.
Mi sento tranquillo, inspiegabilmente calmo.
Capitolo 1
Parte 4
L'USCITA (2)
Ma non divaghiamo oltre e torniamo alla mia (interminabile) riflessione divisa in due parti in perfetta coerenza con lo spirito del 2 x 1 di questi giorni.
ITALIANO
La bambina è bloccata con le spalle allo specchio.
Il mostro su di lei, eccitato e feroce, gli occhi iniettati di sangue, il volto una maschera crudele.
Erano già alcuni giorni che Urzal, Jartra e Klubken si aggiravano nei territori di Raoul, il signore dell'Iscio. Si faceva chiamare così da quando, al ritorno da un lungo viaggio per mare, aveva preso a suonare un particolare tipo di musica, l'Iscio per l'appunto, in grado di donargli inauditi poteri magici e con il quale si diceva fosse in grado di manovrare e condizionare chiunque. Anche a distanza.
Nella sua vasca da bagno stracolma di acqua calda e bagno schiuma profumato alla liquirizia, il Nuovo Signore Oscuro si stava rilassando. Sul bordo un bicchiere riccamente decorato con serpenti argentati che si rincorrevano sulla superficie. Al suo interno, abbondante succo di mora e lampone.
La pesante porta di ferro si aprì lentamente. La luce del corridoio irruppe violenta, con tanta forza da sferzare gli occhi e risultare quasi accecante per i tre prigionieri ancora chiusi in quella cella buia. Ma ben presto si accorsero che quella luce non proveniva dal corridoio bensì da uno degli esseri che stava entrando.
Quando riprese i sensi, l'orco scoprì di avere entrambi i polsi legati. A fatica riuscì a portare le mani alla tempia per tastarsi laddove la testa gli doleva. Ci erano andati giù pesante e, malgrado avesse dato prova della sua abilità di guerriero, i nemici erano riusciti ad avere la meglio.
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