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Vediamo un po'…
Sfogliando, pigro, un grande album di fotografie riscopro i miei ricordi.
Chi lo sa quale di queste mi ritrae al meglio?
Se mi riguardo, non mi piaccio mai e scorgo solo i miei difetti: pose che non mi vanno, occhi semichiusi, smorfie o strani atteggiamenti.
Poco distante dal municipio di Metropolis, Clark era appena sceso dalla corriera e, nonostante il ritardo, sperava di essere ancora in tempo per prendere al volo l'autobus che l'avrebbe portato nei pressi dalla sede del Daily Planet. Il quotidiano per cui lavorava.
Il semaforo di un rosso arrogante osserva in silenzio la città di notte.
Il motore dell'auto ferma borbotta come una suocera in attesa che scatti il verde della libertà.
Un orgasmo di ricordi
Tornare a casa e il cielo stellato,
ritrovare il sonno del bambino
Sono stanco di questo modo di informare.
La pornografia del dolore di fronte alle tragedie umane, l'intervista coatta a chi vuol solamente esser lasciato in pace.
Giacciono fiori su luoghi di morte,
colorati profumi di speranza
petali a raccontar la vita.
Siamo tutti dentro, chiusi in gabbie sospese sul vuoto colorato di un mondo distante e troppo folle.
Lo scorgiamo in lontananza, di sotto.
L'auto grigia si ferma nel parcheggio situato poco distante dalla fermata della corriera. Un luogo ben curato, con tanto di aiuole, panchine e fontanelle perfettamente funzionanti.
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