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Come gli astronauti
che osservano il mondo dallo spazio.
Osservo la mia anima
espandersi e poi scomparire.
nostalgicamente cerco
ciò che in fondo già conosco.
Eppure oggi
mi sento confuso.
Devo cercare
un luogo a cui ritornare
un punto di riferimento
nel grande sistema
della gravitazione universale,
un riferimento sicuro
a cui sentirmi legato.
Un luogo
una persona
un sentimento a cui
poter sempre ritornare
Ogni viaggio,
fisico o interiore,
sa portarmi altrove
sa confondere il mio cuore
e la mia reale percezione.
Alla deriva
nello spazio e nel tempo
ingenuamente ricerco
un luogo a cui far ritorno.
Per non sentirmi smarrito
oppure perduto
nell'immensità dell'universo
cerco un punto di riferimento
un senso di appartenenza
un legame forte
tra il cosmo infinito
ed il mio io più profondo.
Note: 17 maggio 2005: oggi è il compleanno di mio padre, è notte e prima di andare a dormire ho deciso di trascrivere qualcosa. Ho scelto questa poesia, una composizione ispirata dalla lettura di un fumetto (PLANETES di M. Yukimura) e da una riflessione mia personale su quello che sento essere un luogo di appartenenza. Attualmente mi sfugge questa sensazione, ovvero non so dire se effettivamente io mi sia mai affezionato ad un luogo preciso. Alle persone anche (senza voler offendere o sminuire il rapporto che mi lega agli altri). Non avverto di provare un legame forte e intenso con nessun luogo in particolare, insomma. Probabilmente mi sbaglio ma, in balia di simili pensieri, in data 30 aprile 2005, ho scritto quanto segue. Il titolo e l'incipit prendono spunto dall'opera di cui sopra, un fumetto di fantascienza moderno e profondo, capace di intense riflessioni su temi di grande attualità. Primo tra tutti la ricerca di un senso all'esistenza umana, di un equilibrio interiore necessario per affrontare la vastità infinita del cosmo senza lasciarsi sopraffare dal grande senso di vuoto che esso riesce ad incutere nei cuori degli astronauti.
Pubblicata su: Ewriters , Pennadoca , Scrivendo , Scrivi
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Commenti ricevuti su Scrivi:
da lonelylady (21 dicembre 2005):
Una poesia molto triste e pregnante di significati. Conosco molto bene questo stato d'animo. Solo l'amore potrebbe aiutare
da divinafollia (23 dicembre 2005):
Nomade d'eterno troverai te stesso e in te stesso colui che conosci e che non conoscevi. Grande tematica.
da ant/deo (23 dicembre 2005):
Vedo che per scrivere i tuoi piacevoli e interessanti versi ricorri alla fantascienza . Forse anche tu credi, con un pò d' ironia, che si potrebbe ricorrere a quest'ultima per spiegarci la ns. natura. Ciao e complimenti.
Commenti ricevuti su Penna d'Oca:
da Michele Egli (19 dicembre 2005):
Bella, interiore, intima ma che sa coinvolgere perchè parla di bisogni comuni. Bravo
Commenti ricevuti su Scrivendo:
da LoRe (11 giugno 2005):
Bella!
L'ho sentita vicina, mi ci sono ritrovato in quei versi, un po'. Originale, particolare.
Ciao!
da dany (12 giugno 2005):
Particolare questa tua poesia, questa ricerca "di un punto di gravità permanente", questa ricerca di un legame tra la nostra anima e l'immensità a volte terrificante dell'universo, di un qualcosa che ci ancori saldamente, che sia riferimento sicuro, non è sempre facile riuscirci, a volte ci sentiamo dispersi, senza bussole ed anche senza stelle per tracciare la rotta, mi è piaciuta, ciao, daniela
da Pietro1965 (12 giugno 2005) :
Molto bella questa tua poesia, Leonardo. Esprime con intensità nella semplicità, con immagini efficaci e fortemente evocative, lo smarrimento di fronte all'infinito, il perdersi in quest'immenso spazio senza limiti e la ricerca di un punto di riferimento, qualcosa che ancori il nostro piccolo esistere e gli dia un senso.
"Un luogo
Una persona
Un sentimento a cui
poter sempre ritornare"
"Ogni viaggio,
Fisico o interiore,
sa portarmi altrove
sa confondere il mio cuore
e la mia reale percezione."
"Per non sentirmi smarrito
Oppure perduto
Nell'immensità dell'universo
Cerco un punto di riferimento
Un senso di appartenenza
Un legame forte
Tra il cosmo infinito
Ed il mio io più profondo."
Molto belli questi versi finali sulla ricerca di una corrispondenza nascosta e forte, al di là della ragione, forse, tra l'interiorità più profonda e l'universo infinito, una corrispondenza religiosa, direi, nel senso più alto del termine, la sensazione di appartenere ad un tutto indivisibile e vivo.
Complimenti, ciao! :-)
Pietro
Commenti ricevuti su Ewriters:
da Giuseppe (08 giugno 2005) :
Di te ammiro questo tuo innato senso della ricerca. Non ti fermare mai. Ciao!