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Alle prime luci del mattino gli esploratori uscirono dalla cittadella in cerca di provviste e altri beni di prima necessità. Di notte erano costretti a rintanarsi in quell'agglomerato d'edifici costruito e fortificato alla meno peggio, ma alla luce del giorno non temevano alcun pericolo. I vampiri se ne stavano rintanati nei loro rifugi o nelle loro bare, totalmente inermi. Temevano il sole più di ogni altra cosa.
Ary si svegliò nel cuore della notte, aprì gli occhi e rimase immobile nell'oscurità. Aveva paura e tratteneva il respiro come se così facendo potesse farli andar via. Si ripeteva che era al sicuro, che nulla sarebbe entrato ma non riusciva a cacciarlo via quel terrore che provava.
Data di creazione : 08 gennaio 2007
Ultima modifica : 30 dicembre 2007
Chiari riferimenti al romanzo "IO SONO LEGGENDA" di R. Matheson e a film quali "28 Giorni Dopo" di Danny Boyle...
Buona lettura!
Una spaventosa visione prende forma.
Un demone è fermo nella nebbia.
Le zampe taurine, la figura terribile e possente. Il corpo di colore nero, forte, liscio ma ricoperto di piccolissime squame.
Data di creazione : 30 maggio 2006
Ultima modifica : 18 ottobre 2009
L'idea per il racconto è giunta una mattinata mentre sedevo in corriera diretto a Padova. Non so a cosa stessi pensando però credo di aver iniziato a impostare il tutto dall'immagine in un uomo che vaga in un sogno. Poi, il tutto ha preso una piega strana e sono approdato a questa sorta di racconto fantasy.
ITALIANO
La bambina è bloccata con le spalle allo specchio.
Il mostro su di lei, eccitato e feroce, gli occhi iniettati di sangue, il volto una maschera crudele.
“Su quel foglio bianco
la sua mano era DIO:
ogni mondo, ogni singola creatura
dipendeva dal suo volere.
Nelle sue mani
Il potere della creazione
e il potere della distruzione”
Era una giornata come tante altre.
Noiosa.
Il respiro affannoso e interrotto dai singhiozzi.
La paura pervade ogni fibra del suo essere.
In ginocchio, tremante prega e piange.
Idea originale : 07 marzo 2004
Ultima versione : 10 giugno 2006
Dopo aver proposto quest'opera su vari siti, in relazione ai commenti e alle critiche ricevute e ai miei propositi di crescere e migliorarmi sempre più, ho deciso di provare ad ampliare il tutto e renderla una specie di mini romanzo.
Per cui, eccomi a riproporre Liberazione e Purificazione in una nuova versione
Avanza zoppicando, appoggiandosi ad uno strano bastone scuro ricoperto di strani simboli antichi.
Avanza lentamente verso la stanza 3-G situata al terzo piano, la stanza che gli era stata indicata.
All'ingresso un poliziotto sta di guardia a controllare chiunque entri.
Il carro si muoveva lentamente, seguendo placido il sentiero tracciato nel bosco.
I suoi due passeggeri viaggiavano sereni attraverso la vegetazione di conifere.
Non temevano alcun pericolo: nessuno tra gli animali della foresta li avrebbe attaccati e, fortunatamente, nel bosco non trovavano rifugio né ladri né fuorilegge.
- Barbari umani
Bergan sbottò scuotendo la testa, una zampa a pestare il terreno con stizza. Nascosto dagli alberi al limitare dalla foresta, il possente minotauro aveva una perfetta visione di quello che gli uomini avevano compiuto. Macerie e cadaveri: solo questo restava della piccola città.
La piccola folla era radunata nella sala comune del “Cervo Rosso”, un grande edificio con mura in legno e pietre a vista che sorgeva al centro del villaggio. Fungeva da locanda per i rari viandanti e, molto più spesso, come ritrovo collettivo per discutere di questioni ufficiali, quasi fosse una sorta di reggia o luogo di pubblico esercizio oltre che una taverna ben fornita di liquori.
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